Dalle pianure alle montagne in primavera, e di nuovo dalle montagne alle pianure in autunno, si rinnova ogni anno il millenario rito della transumanza, praticato sin dall’epoca romana.
Due volte l’anno, i greggi si spostano alla ricerca di pascoli più fertili, seguendo i tratturi – antiche vie erbose che collegano il mare alle zone montane. Su questi percorsi, migliaia di animali e centinaia di pastori perpetuano una tradizione che ancora oggi svolge un ruolo ecologico fondamentale: previene il degrado dei pascoli, riduce il rischio di incendi e contribuisce alla diffusione di piante autoctone.

Ma la transumanza ha anche un profondo valore sociale. Questo cammino stagionale conserva saperi antichi, favorisce l’incontro tra generazioni e rafforza il legame con il territorio.
Sebbene oggi il rito si sia in parte modernizzato, continua a rappresentare un’importante occasione di scambio culturale e di valorizzazione del patrimonio rurale. Nei parchi naturali e nelle aree protette, la transumanza viene spesso celebrata a piedi come evento culturale, con festival, rievocazioni storiche e cammini che attraggono turisti e appassionati, generando benefici economici per i borghi coinvolti.

Nel 2019, l’UNESCO ha riconosciuto la transumanza come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e inserito i tratturi tra gli Itinerari Culturali.
Questo riconoscimento contribuisce alla tutela del paesaggio, promuove un turismo lento e sostenibile, e sostiene progetti di salvaguardia delle vie pastorali, preservando l’identità rurale e la memoria collettiva, nel rispetto dei ritmi della natura.

Anche quest’anno, in Calabria, la transumanza sarà protagonista con numerose iniziative che coinvolgeranno i borghi attraversati dai greggi, offrendo a tutti la possibilità di vivere da vicino questa antica tradizione.

 

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