
Da qualche tempo sta prendendo forma un nuovo modo di viaggiare, quello che viene chiamato turismo lento.
Questa definizione racchiude molte cose: il rifiuto del sovraffollamento turistico, il desiderio di rigenerarsi, l’immersione nella natura, la scoperta di regioni ancora incontaminate, il contatto con le popolazioni locali.
Alcune destinazioni sono note per il mare, per le loro città, o per un’attrazione turistica di cui tutti hanno sentito parlare.
Il turismo lento si sviluppa ai margini di tutti questi luoghi, là dove fino a poco tempo fa nessuno pensava di recarsi.
Si tratta spesso di territori di un’immensa ricchezza, dove la natura è bella e preservata, dove la popolazione è felice di accogliervi e di condividere con voi un piccolo pezzo del proprio mondo.
La Calabria è un esempio perfetto della crescita del turismo lento
La regione è bagnata da 800 km di coste; il turismo balneare vi è quindi, da sempre, il più sviluppato. Ma il turismo balneare ha i suoi limiti: innanzitutto, riguarda solo il periodo estivo, e inoltre coinvolge solo una parte molto ristretta del territorio, lungo il litorale. L’entroterra ne beneficia molto poco.
Diverse iniziative stanno invertendo questa tendenza: i sentieri escursionistici, tracciati e organizzati, le attività sportive all’aperto come il rafting o il ciclismo.
Questo tipo di iniziative porta oggi viaggiatori in piccoli villaggi che erano quasi disabitati nonostante il loro interesse culturale e naturale.
Alcuni piccoli borghi vedono passare, in un anno, l’equivalente di dieci volte la propria popolazione, in bicicletta o a piedi, per uno o più giorni. Questo movimento sta dando nuovo respiro a un mondo quasi abbandonato, che ha saputo trovare nella propria originalità le risorse per rialzarsi.
In questa Calabria dell’entroterra troverete il calore della gente, la voglia di fare bene, paesaggi sorprendenti e magnifici, e questo in ogni stagione.
Allora sì, il turismo lento è una leva di sviluppo preziosa per alcuni territori.
Richiede un po’ di organizzazione locale, ma giusto quanto basta per accogliere bene i viaggiatori; il resto è un’alchimia di incontri e scoperte che ognuno vive al proprio ritmo e a modo proprio, e il viaggio diventa virtuoso per tutti.

