Alla fine dell’XI secolo San Bruno da Colonia, fondatore dell’ordine dei certosini, scelse la Calabria come luogo di ritiro e decise di edificare proprio nelle Serre il secondo monastero dell’ordine, dopo quello di Grenoble.

La nascita della Certosa attirò artigiani e lavoratori di ogni genere che si stabilirono nei dintorni, dando vita al borgo di San Bruno, divenuto in seguito Serra San Bruno. La tradizione artigiana — dalla lavorazione del legno alla pietra, fino al ferro battuto — è ancora oggi viva nelle botteghe e nei laboratori del paese.

Il terremoto del 1783 distrusse gran parte dell’abitato, ma da quella tragedia nacquero nuove opportunità: dall’altro lato del fiume Ancinale sorse il quartiere Spinetto, in contrapposizione al centro storico d’origine chiamato Terravecchia.

Dopo un secolo di abbandono la ricostruzione della Certosa richiamò maestranze locali e portò dalla Francia l’architetto François Pichat. Grazie a quell’impulso Serra San Bruno ritrovò vitalità economica e culturale, lasciando in eredità palazzi ed edifici che ancora oggi rendono il borgo affascinante da visitare.

Immerso in una natura rigogliosa e imponente, il paese vive da sempre in simbiosi con la Certosa. Il monastero, a pochi passi dal centro, emana una profonda sensazione di calma e spiritualità che si percepisce anche senza oltrepassarne le mura, poiché i certosini vivono in clausura e non aprono l’edificio alle visite.

Oltre al monastero, Serra San Bruno custodisce numerose chiese in ottimo stato di conservazione, come Santa Maria del Bosco, la Chiesa Matrice e la Chiesa dell’Addolorata. Il borgo è anche punto di partenza di numerosi sentieri tra boschi lussureggianti: imperdibile è quello che conduce al Bosco Archiforo, un luogo straordinario di faggi e abeti bianchi, inserito dall’immunologo Qing Li tra i quaranta siti mondiali ideali per praticare il “bagno di foresta”, esperienza che favorisce benessere e longevità.

Un’altra tradizione che rende unica Serra San Bruno è la produzione del carbone vegetale. Da generazioni le famiglie di carbonai custodiscono e tramandano questa antica maestria: dalla scelta accurata del legname alla lenta combustione, sorvegliata giorno e notte, ogni fase è svolta interamente a mano. Gesti sapienti che si ripetono in un’atmosfera senza tempo danno vita a un carbone di qualità eccellente, oggi molto apprezzato e ricercato.

Visitare Serra San Bruno significa immergersi in un borgo dove spiritualità, natura e tradizioni artigiane si intrecciano, regalando al viaggiatore un’esperienza autentica, intima e indimenticabile.


Foto tratta da Destinations 2 di #Alvento | @alventomagazine @paolopennimartelli

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